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    March 12

    attuale

    Il nostro caro Angelo
    (Battisti-Mogol)

    La fossa del leone
    è ancora realtà
    uscirne è impossibile per noi
    è uno slogan falsità
    Il nostro caro angelo
    si ciba di radici e poi
    lui dorme nei cespugli sotto gli alberi
    ma schiavo non sarà mai
    Gli specchi per le allodole
    inutilmente a terra balenano ormai
    come prostitute che nella notte vendono
    un gaio un cesto d'amore che amor non è mai
    Paura e alienazione
    e non quello che dici tu
    le rughe han troppi secoli oramai
    truccarle non si può più
    il nostro caro angelo
    è giovane lo sai
    le reti il volo aperto gli precludono
    ma non rinuncia mai
    cattedrali oscurano
    le bianche ali bianche non sembran più
    Ma le nostre aspirazioni il buio filtrano
    traccianti luminose gli additano il blu

     

    March 11

    g.a.b.

     

    ecco un raggio di luce

    ma è troppo         
                               debole
     
     per accecare un'illusione.

     

                                          Cristiana D'Apolito (Roma 11/3/2007_h 16.26)

    March 09

    la vergogna di essere se stessi non esiste

    "Ambiguità"

     

    Travestita da se stessa,

     

    nelle ombre

                                  echeggia

    la sua essenza.

     

    Naturalmente alienata,

    interpreta

                                   l’inadatto.

     

    La postura è

                                   sublime.

     

    Strafottenza e sospensione

    sono binomio di un arbitrio

           

                                 condannato.

     

    Si proietta nel vuoto

     

                                  accecante.

     

    L'anonimato, che le si abbina,

    è una scusa                    

                                    maliziosa

     

    e falsi buonismi

    la coprono d'insulti.

     

    La vergogna non esiste,

    L’astrazione

                                    fino in fondo

     

    penetra nell’essere.

     

     

    E l’esistenza bipolare

                                     nasce, vive e rinasce.

                                                                     Cristiana D'Apolito(Roma 17-3-2006)

    March 08

    autunno anche in primavera

    "Amante perduto"

     

    L'emozione sviene

    durante il tragitto

    e in un'agenda

    esplode il pianto.

    Su una panchina

    di legno è di Te

    che ho sete.

    Qui in piazzetta,

    di fronte un barbone

    che dorme sulle pene

    di un'esistenza senza via,

    le foglie gialle

    annunciano l'arrivo del gelo.

    E la stagione arida

    ha già trovato un altro

    posto dove andare:

    il cuore di questa penna,

    ch'è il calore

    dei miei segreti

    ed il freddo

    del tuo silenzio.

     

                                 Cristiana D'Apolito (Roma, L.go Beltramelli, 3/10/2006_h 03.27)