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May 07 mini-mini racconto
“Schizzi di verde topazio”
Fissava un punto sulla parete, senza sapere esattamente da quanto tempo era successo. A dire il vero non stava fissando un punto ma una mattonella sporca. Non poteva comprendere allora com’era stato possibile e fissando quella mattonella sporca, pur non specchiandosi, riusciva a vedere perfettamente i particolari del suo volto: aveva i capelli castani, mossi come le onde del mare, gli occhi grandi e un po’ asiatici, di un colore scuro e intenso tra il nero ed il marrone; le labbra leggermente carnose ma scrupolosamente belle e gli zigomi ben scolpiti. L’aveva avvertito: “Non pensare il male! Credi che ti abbia mentito perché ti odio? L’ho fatto solo per il tuo bene! IO TI AMO!”. Ma lui replicò, incurante dell’imminente pensiero che le trapanava il cranio, e disse: “Ma che cazzo dici?! Merda, ecco cosa sei UNA MERDA! Sei solo una lurida bugiarda succhiacazzi! TROIA!”. A quel punto l’imminente pensiero si trasformò in una mattonella sporca. Seduta su una vecchia sedia cigolante,che ormai egli non poteva più far cigolare, si rivedeva frastornata, fragile e inconsapevolmente malvagia. Erano passate più di 4 ore da quando iniziò a fissarla; erano passate più di 4 ore dal momento in cui Crystel sfilò la sua scarpetta col tacco a spillo, se ne armò e con viscerale dolore la infilzò brutalmente nell’incantevole occhio verde topazio di Danny. Metter fine alle delusioni e alle pene altrui, non è forse la più eroica e coraggiosa dimostrazione d’amore?
Cristiana D’Apolito(Roma 7/6/2006-h 00:29) |
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